Inventario 12


Nuovo

Inventario 12

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Continua l’indagine a tutto campo sulle vie della creazione e della cultura del progetto nel nuovo numero – il dodicesimo – di INVENTARIO. Come sottolineato dal sottotitolo “Tutto è Progetto”, le discipline solitamente separate dell’architettura, del design e dell’arte, unite alla vita vera e propria, si trovano a dialogare assieme. 

 

La storia di copertina è dedicata in questa occasione alla piuma, con un distillato di opere sorprendenti che in modo lieve, enigmatico e spiazzante costellano, ne reinterpretano forma e significati. Emblema di leggerezza e libertà, usata come elemento ornamentale e dotata di una certa dose di mistero, la piuma è un piccolo concentrato di caratteristiche differenti, resistente e flessibile, morbida e calda, un “oggetto” modulare che permette di immaginare altro, sfidando convenzioni e ovvietà. 

 

Come sempre, INVENTARIO organizza il flusso di oggetti e pensieri attraverso un insieme di rubriche stabili, “scatole” che ospitano contenuti espressamente cercati e coerentemente ordinati. Stefano Salis racconta Joseph Cornell in “Normali Meraviglie”,  Paolo Bocchi ci scopre il Mur de chevilles (1993) di  Mathieu Mercier in “Assoluti”, mentre Michele Calzavaraindaga nell’opera irregolare di Krzysztof Wodiczk in ”Architetti Trasversali”. Francesco M. Cataluccio, in “Temporalia”, esplora i modi in cui diversi artisti hanno riflettuto sul fenomeno delle migrazioni; Francesco Garutti racconta Marion Baruch in “Fili Rossi” e  Roberta Valtorta fa altrettanto con  Francesca Woodman in “ Miti d’Oggi”. Chiara Fauda Pichet, in “Accoppiamenti Giudiziosi”, passa in rassegna diverse opere d’arte nate dalla rielaborazione fisica o concettuale di un oggetto quotidiano come la gruccia, mentre in “Temporalia” Daniele Greppi racconta Upcycling, progetto di riuso creativo di 40.000 grucce dismesse da un marchio di abbigliamento. In “Nuovi Maestri” Marco Romanelli dialoga con Harri Koskinen, in “Brevi Note” Giulio Iacchetti presenta (e disegna) un piccolo inventario di mollette,  in “Specie di Spazi” Matteo Pirola ci porta nel Parco Stella di Hokkaido, progettato da Alessandro Mendini nel 1985; e, infine, Deborah Duva in “Altri Casi, Altre Case” racconta la trasformazione della Laurie Mallet House, realizzata dallo studio SITE nel 1985 a New York.

 

Beppe Finessi (1966), architetto, svolge attività didattica, critica e di ricerca. Attraverso progetti espositivi ed editoriali si occupa dell’opera dei grandi maestri del design italiano e dei nuovi protagonisti della scena internazionale. Dal 2010 progetta e dirige “Inventario. Tutto è Progetto”. 

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