CONFIGURAZIONI DELLA TERRITORIALITA'


CONFIGURAZIONI DELLA TERRITORIALITA'

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Abitare la natura, il progetto originario dell'uomo, si è trasformato irrevocabilmente in un progetto diverso: abitare il territorio. Le società umane sono state consapevoli di questa grande epopea nella quale e attraverso la quale hanno forgiato se stesse, i loro caratteri originali, i loro sistemi assiologici, i loro apparati conoscitivi, le loro abilità tecniche. Perciò hanno cercato di raccontarla in infiniti modi, attraverso le forme libere dell'arte o quelle più o meno codificate della scienza.
La Geografia è, precisamente, una delle scienze che ha tentato l'impresa narrativa: la più antica, la più ardita nel pretendere di organizzare sistematicamente la cognizione su quel valore squisitamente umano, sociale e storico che è la territorialità del mondo. Essa ha acquistato con fatica una propria consapevolezza epistemologica che non solo, come si è a lungo creduto, deve scontare l'ambigua dicotomia natura/cultura, ma deve farsi carico in modo esplicito di una ontologia peculiare: l'essere umano sulla terra fonda in ragione un agire territoriale stimolato da bisogni, orientato dalla tecnica, ispirato da sentimenti, nutrito da visioni, regolato da istituzioni.
A che punto siamo oggi? Qual è lo statuto della narrazione geografica? Quali sono, di là dagli stili che possono anche variare molto da un Paese all'altro e persino da un Autore all'altro, gli ingredienti del racconto, i modi in cui si combinano, i piani su cui si intrecciano? È ciò di cui parla questo libro, che non pretende di disciplinare nulla, ma che ha l'aspirazione di gettare una luce immaginativa sugli antichi ordini del mondo, e sui nuovi.

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